Parlare di cose grandi in piccoli gruppi

Parlare di cose grandi in piccoli gruppi

Sono stato portato ad Alpha per puro impulso. Essendo uno studente universitario del primo anno spesso sentivo alcuni dei miei amici più grandi parlare di quanto era bello. Comunque essendo nuovo nella grande città e pieno di energie e arroganza, mi aspettavo di conquistare tutti con i miei pensieri progressisti e le mie opinioni controverse sulla fede. 

La prima cosa che notai di Alpha era la folla eclettica che faceva la fila fuori. Mentre aspettavo, parlai con un uomo che era stato costretto a dormire sul divano di suo fratello dopo aver perso il lavoro e non era più nelle condizioni di pagare l’affitto. Non avrei mai potuto avere la possibilità di incontrare qualcuno del genere nella mia solita bolla universitaria.

Le mie mura cominciarono a sgretolarsi quando mi resi conto che non ero l’unico con delle domande pesanti nel cuore. Dalla prima adolescenza avevo avvertito un leggero vuoto, una sensazione di squilibrio con il mondo che mi circondava che alla fine si trasformò in una insoddisfazione con la mia vita. Avevo tentato di avere informazioni dalla grande letteratura, per riempire questo vuoto. Ma niente riuscì a darmi quello di cui avevo bisogno. 

Non mi aspettavo una cucina con le stelle Michelin ma la Spaghettata Bolognese che mi servirono ad Alpha era meglio di qualsiasi cosa avessi potuto cucinare. La vita non offre niente di meglio di un pasto gratis, non siete d’accordo? Secondo Charlie Mackesy, che fece il primo discorso introduttivo della serata Alpha, può esserci qualcosa di meglio.

Mi aspettavo una predicazione stereotipata, severa e tradizionale qualcuno che predica all’assemblea dei “peccatori”, invece il messaggio era rinfrescante. A sentire qualcuno parlare della fede in un modo in cui la percepivo io era musica per le mie orecchie.

Il messaggio finale era che siamo tutti affamati di spiritualità e non esiste nessuna bevanda alcolica, nessun centro commerciale e nessuna ossessione vocazionale che possa contendere con l’amore di Dio e la possibilità di avere una relazione con Lui.

Sentii che ero finalmente nell’ambiente giusto dove poter esplorare le domande che avevo sulla fede e sulla vita. Le conversazioni che abbiamo avuto nei piccoli gruppi erano i punti focali della serata. Le storie delle persone erano diverse ma avevano in comune una caratteristica: una fame spirituale. Mi sono sentito a mio agio a sapere che non ero l’unico che veniva da una situazione non-cristiana, che non sapeva un granché sulla Bibbia ma voleva saperne di più.

Non ero l’unico che veniva da una situazione non-cristiana, che non sapeva un granché sulla Bibbia ma voleva saperne di più.

La nostra discussione era centrata sulla domanda: ‘Se poteste chiedere a Dio una cosa qualsiasi, cosa sarebbe?’. Questa non è una domanda che ci si fa nella conversazione quotidiana ma sembrava che stessimo tutti lavorando su qualcosa di serio e che avrebbe avuto delle conseguenze per tutti noi. Le persone risposero con affermazioni del tipo, ‘chiederei a Dio perché c’è così tanta sofferenza nel mondo’, e ‘Gli chiederei qual è la nostra ragione di essere’.

Essere liberi nelle risposte era catartico. Era la prima opportunità che avevo avuto per parlare della fede senza sentirmi giudicato. Mi resi conto che le mie opinioni controverse erano solo maschere per domande e ambivalenze che mi avevano disturbato per anni. Man mano che ritornavo ogni settimana, a imparare a conoscere di più Gesù passo-dopo-piccolo-passo, le persone nel mio gruppo mi sono diventate amiche.

Siamo tutti affamati nel profondo per la ricerca spirituale. Dalla prima settimana di Alpha, avevo cominciato a fuggire dal pessimismo che aveva preso radice dentro di me. Era troppo bello avere l’opportunità di fare alcune delle domande più grandi che avevo sulla vita. 

Source: corso.alpha

Want to find an Alpha near you

Try Alpha

Find out more about Alpha

Learn more

Related