La sfida universitaria

Padre Giorgio Diale, ha 37 anni e dal 2000 fa parte dell'ordine dei Frati Minori. Ha vissuto sei anni in Francia lavorando per un progetto sensibile alla  "ri-evangelizzazione dell'Europa". E' qui che ha scoperto Alpha appassionandosi alla chiamata alla Nuova Evangelizzazione. Tornato da poco in Italia ha iniziato a lavorare per la Pastorale Universitaria Umbra introducendo con successo Alpha per gli universitari.

Caro Padre Giorgio, come hai conosciuto Alpha?

La prima volta che ho sentito parlare di Alpha è stato durante un convegno organizzato dalle Sentinelle del Mattino, da don Andrea Brugnoli. Alpha appena lo senti spiegare è intrigante. Per la sua formula che cerca di "abitare" i luoghi ordinari della vita della gente e di renderli luoghi di incontro e di annuncio.  E' in Francia, dove Alpha è molto diffuso, che ho realizzato il potenziale di questo strumento ecumenico, che mette in atto una convivialità squisita, che di fatto è la presenza di Gesù in mezzo ai cristiani che si "amano reciprocamente". Una persona, invitata tramite quel "Vieni e vedi" - che è come una catena di trasmissione da quel primo incontro tra Gesù e i discepoli - si sente accolta, amata, in una grande libertà, senza che nessuno le chieda nulla... e questo è bello: è la comunità dei credenti.

Come ha influito nel tuo ministero?

Alpha mi ha formato nei primi anni del mio sacerdozio ad avere un'attenzione al singolo e una visione d'insieme. Il sacerdote in Alpha tiene un posto essenziale in una collaborazione stretta ed intensa con i laici: deve avere occhi per tutti e per ciascuno, non gli deve sfuggire nulla, sia dell'esperienza degli invitati, sia di quella dei membri dell'équipe. Deve saper accogliere, incoraggiare, ascoltare (le tre parole chiave di alpha) ogni membro dell'équipe. Deve cogliere dove ciascuno sta andando come singolo, per distribuire bene gli incarichi, e come Chiesa, per saper offrire i percorsi adatti. Deve cogliere a quale stadio sono gli invitati, per educare "gli adulti nella fede" - come li chiamerebbe S. Paolo, ad occuparsi di loro, perché il germoglio cresca e perché vengano proposti i passi adeguati perché avvenga l'incontro con la comunità tutta. Deve saper armonizzare con il resto del corpo che è la Chiesa... in poche parole, Alpha mi ha insegnato ad essere pastore.

"Alpha mi ha formato nei primi anni del mio sacerdozio ad avere un'attenzione al singolo e una visione d'insieme".

Perché hai deciso di iniziare Alpha nella Pastorale Universitaria e che frutti sta portando?

Da anni dicevo al responsabile della Pastorale Universitaria di Perugia: devi provare questo strumento!!! Perché Alpha permetterebbe - attraverso le relazione degli studenti che ci frequentano - di arrivare ad un secondo o terzo cerchio di persone che noi non possiamo contattare... ma i giovani sì: perché sono i loro compagni di corso, coinquilini. Alpha permetterebbe così a loro, i giovani cristiani, di riscoprire l'importanza di annunciare Gesù alle persone che conosciamo, per poter vedere lo Spirito all'opera e la Chiesa moltiplicarsi di nuovi membri. E' il dinamismo pasquale che troppo spesso manca alle nostre comunità "self-service" e che Alpha può permettere di riscoprire. Così nel mese di giugno, dopo che i responsabili della Pastorale Universitaria avevano già deciso di partire con Alpha nell'anno accademico 2013/2014, ecco che i miei superiori - senza che ci fosse un legame con questa decisione - mi hanno chiesto di lasciare la Francia e venire a Perugia, a servizio della Pastorale Universitaria... ed il resto è venuto da sé.

E così è stato: i nostri giovani stanno scoprendo la bellezza dell'annuncio in modo semplice, libero e amorevole. E hanno visto che le persone rispondono!! La prima sera, grazie alla loro fede e al loro generoso e coraggioso invito, 170 giovani erano presenti alla prima cena. L'abbiamo fatta in un locale del centro, proprio per frequentare "gli spazi" ordinari di un giovane universitario: spazi quotidiani che possono diventare - perché no - un'occasione per parlare di Dio e del senso della vita.

Quali frutti ci saranno? Dio lo sa, siamo all'inizio... ma già vediamo la fede dei nostri giovani cristiani trasformarsi in un'ottica pasquale, di crescita e moltiplicazione!

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